Il finale della WRC 2026 in Sardegna ha ricordato una cosa che nel dibattito sul futuro del WRC rischia di finire sotto una pila di documenti: il rally ha un potenziale spettacolare enorme. E una parte di quel potenziale è già compresa nel prezzo.
Il finale della WRC 2026 in Sardegna ha ricordato una cosa che nel dibattito sul futuro del WRC rischia di finire sotto una pila di documenti: il rally ha un potenziale spettacolare enorme. E una parte di quel potenziale è già compresa nel prezzo.
Oggi, se dovessi spiegare cosa organizza – e cosa vive – un appassionato che parte da più o meno ogni parte d’Europa per andare a Monte-Carlo a vedere tre giorni di gara, quattro prove speciali più o meno, chi non segue i rally penserebbe senza esitazioni che sia assolutamente folle.
La vera essenza non è l’eccesso, non è il rumore per il rumore o la festa che diventa sregolata. Ci vogliono passione, emozione e sicurezza. Anche le regole hanno un senso, quelle sportive come quelle civili. Perché solo così lo spettacolo resta vivo, e non si perde di vista ciò che lo rende unico.
MATTEO BELLAMOLI
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